Alcune linee di ricerca, in ambito filosofico e scientifico, hanno interrogato il primato della coscienza rispetto allo spazio-tempo e alla materia. Le pagine del sito dialogano con questi autori, riconoscendo affinità e divergenze, senza aderire a una scuola specifica. Non si tratta di riferimenti ornamentali, ma di punti di risonanza che hanno accompagnato e talvolta provocato la riflessione maturata.


Donald Hoffman — Il realismo cosciente. Spazio e tempo, non fondamento ultimo ma interfaccia evolutiva attraverso cui la coscienza organizza l’esperienza.


Henri Bergson — La distinzione tra tempo misurabile e durata vissuta, una profondità della coscienza che eccede la pura quantificazione.


Maurice Merleau-Ponty — La percezione incarnata. Il mondo non oggetto neutro, ma intreccio tra corpo e senso.


Alfred North Whitehead — La realtà, processo e non sostanza immobile. Un’ontologia dinamica.


Carlo Rovelli — La natura relazionale degli eventi e dei sistemi fisici, oltre l’idea di un tempo assoluto.

 

Arthur Schopenhauer — Il mondo come rappresentazione e la realtà oltre il velo dell’apparenza, una riflessione metafisica sulla profondità dell’essere che attraversa l’esperienza fenomenica.

 

David Chalmers — L’enigma della coscienza. L’ipotesi che l’esperienza soggettiva non sia riducibile ai processi fisici e possa costituire una proprietà fondamentale della realtà.

 

Il pensiero qui sviluppato si misura con tali orizzonti, mantenendo una voce autonoma e distinta.